La storia di Soprusi Stop

Come è iniziata l'avventura della nostra Associazione 

Quattro anni fa, incontrai Gianfranco Volpin, allora responsabile della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Padova (adesso a Vicenza); sin da subito scoprimmo di condividere gli stessi valori che da anni ci spingevano ad aiutare i più deboli, i dimenticati dalla società, i fantasmi, coloro i quali quotidianamente lottano per sopravvivere in una società cieca e insensibile ai loro bisogni.

Fu un incontro tra persone, che sembravano conoscersi da sempre. Iniziammo a scambiarci le esperienze, fatte d’innumerevoli incontri, conferenze e dibattiti con istituzioni, enti, scuole e genitori.

Iniziò a prendere piede la volontà di scrivere un libro che informasse tutti sui contenuti degli incontri tenuti in tutti quegli anni. Formammo un team, coeso nel raggiungimento del medesimo obiettivo; dare alla stampa un libro: VIA LE MANI DAI BAMBINI.

Io, Gianfranco, Tania Masiello, Aurora Bison e Pierluigi Bettio iniziammo l’avventura.  Due anni dopo grazie alla casa editrice “I Quindici”, finalmente il libro fu stampato.

Esso è patrocinato dal Coisp (sindacato di Polizia) e dall’AIFO (Organismo non Governativo di cooperazione sanitaria internazionale riconosciuta dall’Unione Europea e dal Ministero degli affari Esteri), alla quale abbiamo deciso di donare tutti i diritti d’autore.

L’effetto della pubblicazione fu dirompente e di là da ogni nostra aspettativa. Ci chiamarono da un capo all’altro dell’Italia per parlare dei pericoli della rete e dell’uso consapevole di Internet. Quest’aumentò la nostra motivazione e ci diede più entusiasmo per andare avanti, mettendo a disposizione tempo e risorse;

Fedeli al nostro motto: PIU’ SE NE PARLA MEGLIO E’.

 Questo bagaglio di esperienze e le diverse professionalità dell’equipe, ci ha portati a formare l’associazione “Soprusi stop” per essere al servizio di tutti quelli che hanno creduto in noi e nell’importanza del nostro operato, continuando con maggior determinazione a lottare al fianco di chi si sente solo e abbandonato, di chi non da come muoversi nel mondo oscuro dei soprusi e le ingiustizie.